Archive for May, 2009
Primo singolo de L’uomo sogna di volare
Sale, composta durante l’Ehi! Negrita Tour 2003 e registrata a Rio e Salvador de Bahia, è una dirompente combinazione di funk e rock arricchita dalle percussioni di Peu Meurray e Boghan Costa, due musicisti di Salvador de Bahia e con la partecipazione di Gabriel O’ Pensador, esponente di spicco della scena rap brasiliana dalle forti connotazioni sociali. La batteria è stata suonata da Paolo Valli.
Questo e’ stato il primo singolo in commercio dei Negrita ad essere venduto esclusivamente sul web. Il singolo non e’ mai uscito nei negozi ed il brano si può trovare nell’album “L’uomo sogna di volare”.
E’ stato possibile acquistare “Sale” in versione digitale su tutti i principali negozi di musica online, in modo economico, legale e sicuro.
Ecco i siti e le relative date di lancio dove si e’ potuto scaricare “Sale”:
Secondo singolo de L’uomo sogna di volare

“Rotolando verso Sud” è il secondo singolo, dopo “Sale”, uscito in commercio, tratto da “L’uomo sogna di volare”. Il disco, uscito il 29 aprile 2005, contiene anche “Alzati Teresa” ed il video di “Greta”. Attualmente disponibile in tutti i negozi.
Allucinati e rapidi
Coi fari dritti in faccia al buio…
Nutriti dalle tentazioni
E i giorni intanto bruciano
Sopra orizzonti da viaggiare
A due dita dalla polvere…
NESSUNA… CERTEZZA…
NESSUNA… PROMESSA…
Come gli amanti vagano
I vagabondi elettrici
Mentre il cuore succhia adrenalina
E i vegetali osservano
Fantasmi sulle nostre vite
Che non saranno mai piu’ come prima!
more…
Prende bene stare fuori oggi che è primavera
prende bene andare in giro con il sole che saluta la sera
oggi che è primavera
E ho buttato via i pensieri via la noia e il magone
li ho buttati tutti quanti stamani tutti dentro a un bidone
e fuoco col kerosene
E a modo mio, a modo mio sono
contento un poco anch’io
E a modo mio, a modo mio sono
contento un giorno anch’io
E a modo mio, ringrazio Dio oggi
la storia la faccio io, a modo mio
Io non ricordo più cosa mi ferì qualche tempo fa
Io ero Robin Hood piccolo così e non piangevo mai
Ed era magico…magico…magico…
Era magico…magico…magico…
Io non ricordo più cosa mi ferì qualche tempo fa
Volts, schegge d’energia da una radio che somigliava a noi
Ed era magico…magico…magico…
Era magico…magico…magico…
Ho imparato a sognare,
che non ero bambino
che non ero neanche un’ età
Quando un giorno di scuola
mi durava una vita
e il mio mondo finiva un po là
Tra quel prete palloso
che ci dava da fare
e il pallone che andava
come fosse a motore
C’era chi era incapace a sognare
e chi sognava già
Ho imparato a sognare
e ho iniziato a sperare
che chi c’ha avere avrà
ho imparato a sognare
quando un sogno è un cannone,
che se sogni
ne ammazzi metà
Quando inizi a capire
che sei solo e in mutande
quando inizi a capire
che tutto è più grande
C’ era chi era incapace a sognare
e chi sognava già
Di uscire e andare in piazza non mi va per niente
ma ci devo andare o qui divento demente
come devo fare, non posso mica rimanere
senza sigarette, senza avere da fumare… MAI!!
avere da fumare mai
senza avere da fumare… MAI!!
Appena fuori casa, lo sai chi ti vedo?
La Signora Gazzettino che mi punta da dietro
troppo tardi amico, sei stato colpito
indicato, giudicato sotto i colpi di quel dito… ORMAI!!
i colpi di quel dito ormai
sotto i colpi di quel dito… ORMAI!!
Dovrei guardarmi da lontano per capire qualcosa in più
e poi staccarmi dal divano e non compatirmi più
Dovrei sentirmi più sicuro e avere un po’ più fede in me
e poi cercare di capire cosa non va bene e perchè
LIMITO I MIEI LIMITI
LIMITO I MIEI LIMITI
Dovrei sapermi controllare quando la mia testa non và
e confidarmi con qualcuno che da me… faccio pietà
Dovrei sapermi analizzare ed essere il più onesto che c’è…
e smettere di fare il duro ed essere più stronzo con me
Piove sull’asfalto e mi piove sul caffè
stasera la finestra è un cinema d’essai
che basta guardare fuori e la pellicola và senza pubblicità
Il ristorante è zeppo e loro lì in attesa
che esca una coppia per piazzare una rosa
e se rifiuti è un sorriso il solo conto che danno
ma come fanno dimmi come fanno
Ma come fanno a continuare
a farsi sempre umiliare
e a morire per quattro lire…
Ma come fanno
Dimmi come fanno
E quando tutto è stanco e quando tutto è storto
e quando tutto è fermo in un binario morto…
chiami me, chiami me chiami me, chiami me
E quando crollano i nervi per tutti i giorni che perdi
e quando tutto è rotto se torni a casa cotto
chiami me, chiami me chiami me, chiami me
Ma per quello che dai
vuoi troppo e lo sai
e quando servi a qualcuno
non ci sei mai!